PAZ!

Cari amici,

Novembre si avvicina e presto Nues 2014 animerà Cagliari (e non solo) con i suoi appuntamenti! Domani, venerdì 24 Ottobre, alle ore 11.00 all’Assessorato ai Beni Culturali, ci sarà la conferenza stampa di presentazione del Festival e finalmente potrò svelarvi il programma completo che sarà disponibile anche sul nostro nuovo sito, ricco di contenuti e immagini.

 

In attesa di questi eventi, voglio parlarvi di una iniziativa davvero interessante, organizzata dall’associazione culturale Malik, in collaborazione con Nues, per il progetto itinerante di invito alla lettura “I libri aiutano a leggere il mondo”: “The man who sold the world – Viaggio nell’Italia di Andrea Pazienza” che avrà come protagonista, il fumettista, pittore, illustratore “Paz”.

Le Voci del Tempo” –Marco Peroni, Mario Congiu e Mao- rievocano gli anni raccontati da Pazienza attraverso i suoi lavori e i suoi personaggi più famosi, Penthotal, Zanardi, Pompeo, con una performance musicale che reinterpreta il repertorio dei Nirvana, in una rivisitazione acustica sorprendentemente delicata, quasi a voler  tracciare una linea di continuità tra la figura del fumettista e quella di Kurt Cobain.

L’appuntamento è per sabato 25 Ottobre, all’Hostel Marina, Scalette San Sepolcro 2 a Cagliari, alle ore 21.00; la performance de “Le Voci del Tempo” sarà introdotta da Bepi Vigna, direttore artistico del Festival Nues, che tratteggerà un breve ritratto di Andrea Pazienza.

 

Andrea Pazienza

Un talento naturale

Andrea Pazienza nasce nel 1956 a San Benedetto del Tronto. Le sue straordinarie capacità nel disegno sono evidenti fin dall’età di due anni e la famiglia, in particolare suo padre -insegnante di educazione artistica, pittore e acquarellista- asseconda questo precocissimo talento.

A dieci anni è già in grado di disegnare vere e proprie storie a fumetti, complete di dialoghi e balloon, che vende agli zii in occasione delle festività natalizie. Frequenta il Liceo Artistico a Pescara e subito si fa notare per l’abilità nell’utilizzo del pennarello, con cui tratteggia i disegni senza prima tracciarli a matita; a soli 17 anni i suoi professori lo introducono alla Galleria “Convergenze”, dove ha la possibilità di esporre i suoi quadri, entrando nel sistema commerciale dell’arte.

Si trasferisce a Bologna e inizia a frequentare il Dams, ma nel 1976 abbandona l’università; Andrea Pazienza vive i fermenti dell’epoca in maniera ambivalente, come artista, infatti, si sente coinvolto dal movimento giovanile che anima l’Italia e , in particolare, Bologna, ma nelle sue tavole tratteggia in maniera critica, con pungente ironia, le correnti giovanili, caratterizzate da un forte antagonismo nei confronti delle generazioni precedenti: sono gli anni di piombo e il biennio ‘77/’78, in particolare, sarà segnato da eventi che cambieranno per sempre la storia della repubblica italiana.

 

Le straordinarie avventure di Pentothal

E’ in questo clima che matura “Pentothal”: a Milano, Andrea Pazienza si presenta nella redazione di Alter Linus e immediatamente comincia a pubblicare questo diario esistenziale e politico del ‘77 bolognese; è un racconto autobiografico, ma regala ai lettori lo spirito di un’epoca. Nelle tavole di Pentothal, infatti, è descritta la Bologna dei ragazzi provenienti da tutta Italia, che studiano nella città e la arricchiscono di storie, idee, tensioni; c’è il linguaggio dei giovani, i libri che leggono, la musica che ascoltano e tutte le esperienze personali, che in qualche modo li fanno crescere, dai rapporti sentimentali alle radio di contestazione, fino all’uso condiviso degli stupefacenti, per esplorare nuovi mondi e sensazioni, senza conoscere le conseguenze dell’abuso. Andrea Pazienza realizza le tavole di Pentothal senza utilizzare griglie predefinite, ha una visione complessiva della tavola che gli permette di procedere senza un ordine apparente, crea con spontaneità e improvvisazione, lascia dei vuoti che però, alla fine,  riempie, riuscendo a costruire una storia coerente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insieme al fumettista, illustratore e scrittore Filippo Scozzari crea il marchio TRAUM FABRIK PRODUKTION, la fabbrica dei sogni, che altro non è se non la casa dove i due abitano e in cui fabbricano sogni a fumetti: l’abitazione di Bologna,  in via Clavature, ospita numerosi autori, è fucina creativa, luogo in cui si condividono idee, intuizioni e, purtroppo, droghe.

Zanardi

Pubblica nel giornale underground “Cannibale”, in quello satirico “Il Male” e  in “Frigidaire”, rivista culturale fondata da Scozzari e Stefano Tamburini, di cui Andrea Pazienza è uno dei principali collaboratori insieme a Tanino Liberatore e Massimo Mattioli, sotto la direzione di Vincenzo Sparagna.

“Massimo Zanardi” è senza dubbio il personaggio “cattivo” di Frigidaire; fisico asciutto, naso aquilino, mento aguzzo, può essere definito, insieme ai suoi amici Petrilli e Colasanti, un vero bullo, un violento che arriva perfino all’omicidio: attraverso queste pagine Pazienza offre una rappresentazione spietata della gioventù dell’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono i primi anni ’80 e i fermenti politici e culturali degli anni ‘70 sembrano  essere annichiliti dall’individualismo spietato, dall’opportunismo, dalla ricerca esasperata dell’edonismo.

Rispetto a Pentothal, il segno è pulito, le tavole più ordinate –ma non mancano eccezioni-, l’uso del colore, i pennarelli pantone,  sorprendentemente efficace.

Paz e Pert

Sul giornale satirico “Il Male”, agli inizi degli anni ’80, appare la parodia benevola di Pertini, il presidente buono, esempio di coraggiosa intraprendenza e di anzianità vigorosa; spalla di Pertini è  lo stesso Pazienza, “PAZ”, il giovane un po’ sciocco, rimproverato spesso dal saggio Pert. A metà anni degli anni ’80 esce l’albo di Frigidaire “Pertini”: raccoglie le vignette de “Il Male” e una trentina di tavole nuove, in cui Pertini bambino ripercorre i momenti più difficili della storia della repubblica,  fra gli altri lo scandalo della P2, le bombe di Piazza Fontana, la strage dell’Italicus.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi giorni di Pompeo

E’ il 1985: Andrea Pazienza si è allontanato dalla droga, è felicemente sposato,  e nelle pagine de “Gli ultimi giorni di Pompeo” osserva la sua esperienza con l’eroina con distacco, come se volesse esorcizzare il passato. Pompeo, però,  racconta il percorso di chi non riesce a vincere la sua battaglia, dell’artista, fumettista famoso, che vive una profonda crisi esistenziale, e il disagio di chi, troppo sensibile,  si scontra con la realtà e  trova nella droga un sostegno illusorio.

 

Alla fine della storia di Pompeo, Pazienza quasi tranquillizza i suoi lettori, separando se stesso dal suo personaggio, “Pompeo è finito così,  ma io ora vivo in campagna, sono il vecchio “Paz”…

L’ultima opera, incompiuta, è “La Storia di Astarte”; ambientata durante le guerre puniche, ha come protagonista uno dei cani da combattimento di Annibale, e  ne racconta  la vita crudele, ma epica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ il 1988: Andrea Pazienza muore a soli 32 anni, per overdose.

La sua carriera dura appena dieci anni, dal 1977-1988: 10 anni che rivoluzionano il concetto di fumetto in Italia.

 

Non mancate, dunque, l’appuntamento di sabato 25 Ottobre, ore 21.00, all’Hostel Marina di Cagliari: imperdibile per chi ama Andrea Pazienza e vuole riscoprire le atmosfere evocate dalle sue opere attraverso la musica de “Le Voci del Tempo”!

 

A presto,

Lazzarino

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