Internet

Ti trovi nella categoria Internet.

Cari amici,

durante la 5^ edizione del Festival Nues il Centro Internazionale del Fumetto ha presentato al pubblico di Seui e di Cagliari (clicca per leggere) il progetto multimediale “Filiberto Farci e la Sardegna dimenticata”: un adattamento della novella “Il più forte”, tratta dalla raccolta “Racconti di Sardegna” del 1939, il cui  scopo principale è  la riscoperta del grande scrittore e uomo politico di Seui Filiberto Farci, indirizzata in particolare alle giovani generazioni.  Per questo motivo, si è lavorato al progetto nell’ottica  di offrire una suggestione che, attraverso la contaminazione fra linguaggi artistici, evidenziasse l’attualità di molte delle tematiche trattate da Farci nel suo racconto, i cui protagonisti sono, appunto, i giovani, e che fosse fruibile attraverso i moderni mezzi di comunicazione, come smartphone e tablet.

Oggi siamo lieti di annunciarvi che “Il più forte” di Filiberto Farci è disponibile per tutti gli utenti nel sito della Sardegna Digital Library al seguente link:

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=611967

“Far vivere il festival oltre il festival” è uno degli obbiettivi fondamentali di Nues, i cui contenuti, esaurita la manifestazione 2014, si stanno ulteriormente sviluppando e diffondendo, sia attraverso i canali tradizionali, sia sul web, per raggiungere un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo: è stato il caso di “Storia della Sardegna dei Sardi”, andato in scena a Cagliari e a Sassari per Sa Die de sa Sardigna, ed è, oggi, il caso del progetto “Filiberto Farci e la Sardegna dimenticata”.

Vi invito a godere di questo scorcio di Sardegna attraverso letteratura e fotografia, recitazione e musica: condividete con noi le vostre osservazioni, ne saremmo felici.

Un saluto,

Lazzarino

In cima al monte Perda Liana, imperturbabile protagonista del racconto "Il più forte"

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

con un po’ di ritardo, il vostro Lazzarino è pronto a raccontarvi l’ultima giornata di appuntamenti di Nues 2014: sabato 13 Dicembre, infatti, il fitto calendario del Festival è giunto a compimento e ad una mattinata “urlante” è seguita una trasferta nel Comune di Pau, all’insegna delle “Ossid_azioni”.

ore 10.00 - IED – Istituto Europeo di Design

Si celebrano 40 anni dalla nascita della casa editrice Les Humanoides Associés, che con la rivista Metal Hurlant rivoluzionò il modo di intendere il genere “fumetto” in Europa e in America: Bepi Vigna ripercorre le tappe più significative della pubblicazione, a partire dal 1974, quando,  con la prima uscita a Gennaio 1975, Jean Giraud “Moebius”, Philippe Druillet, Jean Pierre Dionnet e Bernard Farkas proposero al pubblico fumetti di genere fantascientifico destinati ad influenzare il cinema, la moda, la musica dell’epoca fino ai giorni nostri.

Bepi Vigna racconta

L’incontro organizzato da Nues all’Istituto Europeo di Design esplicita questa influenza attraverso gli interventi degli ospiti, chiamati a tracciare alcune strade nel vasto territorio di suggestioni evocate dai fumetti “urlanti”: l’architetto e designer Giovanni Ottonello sviluppa un interessante discorso sul rapporto ambivalente tra fumetto e moda, sul loro reciproco influenzarsi, e in alcuni casi “usarsi”, sottolineando le ripercussioni di questo legame in particolare sul mondo del cinema.

Giovanni Ottonello

Le slide che scorrono sullo schermo dell’Aula Magna allo IED evidenziano in maniera talvolta sorprendente le reciproche influenze, più spesso evidenti nel modo di intendere, non semplicemente “abbigliare”, la figura femminile, attraverso veri e propri salti nel tempo fra passato e futuro, che vedono la Rachael/Sean Young del 2019 immaginato da Ridley Scott in Blade Runner,  vestita come la Joan Crawford dei film degli anni ’40, con un evidente rimando agli stili di acconciatura e al make up di quel periodo.

Splendida, elegantissima, Joan Crawford

Sean Young - Rachael

Dalle passerelle dei grandi stilisti agli schermi cinematografici, dalle tavole dei fumetti ai cartoni animati, per arrivare sulle magliette e le scarpe che indossiamo ogni giorno: fumetto, cinema e moda  influenzano il costume, parlano al futuro facendo rivivere il passato e spesso si dimentica quanto “urlante” sia stato, tale passato.

Interessanti T-shirt

 

La scenografa e new media director Tiziana Amicuzi propone, nel suo intervento, dei tag di navigazione, che aprono porte verso argomenti e discipline eterogenei, a cui le storie di Metal Hurlant hanno regalato suggestioni riconoscibili.

Tiziana Amicuzi

Vi propongo alcune di queste “parole chiave”, invitandovi a scoprire quante “stanze” sia possibile visitare affacciandosi a queste “porte”: sinestesia, intesa come fenomeno sensoriale e percettivo che indica contaminazione,  a cui mi piace collegare transmediale, a indicare nuovi modi di comunicare, ibridi, che sono stati anche il tema del nostro festival; in-corporazione e con-fusione, corpi che contengono altri corpi, in architettura, si pensi all’urbanizzazione a strati, tipica della cinematografia fantascientifica ma già introdotta dai fumetti di Moebius,  o al tentativo di “trasfondere all’architettura il movimento cinetico dei corpi”;  affascinante è poi il concetto di propriocezione, per cui il corpo, o meglio, il suo “fantasma”, nel caso per esempio di una amputazione, tende ad incorporare le protesi e a farle funzionare armoniosamente, a dimostrazione del desiderio di affrancarsi dalla dimensione materiale.

 

Ancora iperscena, con la costruzione di mondi “Altri”, per cui è quasi impossibile non citare Philip Dick, i cui romanzi hanno ispirato gran parte della moderna cinematografia di fantascienza.

Infine, Metal Hurlant e la musica, con l’intervento del cantante e front-man del gruppo “Dorian GrayDavide Catinari e l’esibizione dal vivo del compositore e pianista Romeo Scaccia, che accompagna il filmato realizzato da Laura Congiu e dai ragazzi del corso in Arti Visive e Multimedia dello IED: le note dialogano con le immagini, le inseguono, danno loro forza e colore, mentre il volo di Arzach di Moebius fa da cornice ad un susseguirsi di suggestioni visive, in cui è possibile riconoscere frammenti dei film Blade Runner e Prometheus, con le creature di Enki Bilal che si incarnano, dalle pagine dei fumetti al cinema.

Davide Catinari

Romeo Scaccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pianoforti Urlanti

Si conclude con questa emozionante performance l’omaggio di Nues 2014 a Metal Hurlant, per cui non ci resta che dire “Il futuro è passato e non ce ne siamo accorti” (cit. “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola).

 

ore 18.00 - Pau – Museo dell’Ossidiana

Il Museo dell’Ossidiana di Pau ha ospitato una versione molto speciale dello spettacolo “Nausicaa, l’altra Odissea”, tratto dal fumetto omonimo di Bepi Vigna con i disegni di Andrea Serio.

Pau - Museo dell'Ossidiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’attore Senio Dattena ha infatti proposto un coinvolgente monologo ispirato all’opera, con l’accompagnamento delle immagini in semi-animazione tratte dall’albo: le sale del Museo, che ripercorrono la storia dell’Ossidiana in Sardegna con una interessante esposizione di reperti e touch-screen con contenuti didattici molto amati dai più piccoli, hanno ospitato la mostra “L’altra Odissea”, con un suggestivo allestimento delle tavole di Andrea Serio dal sottotitolo “Andar per mare”.

Polifemo

Le Sirene

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le illustrazioni di Andrea Serio in mostra a Pau

La riproposizione di Nausicaa a Pau, dopo lo spettacolo del 22 Novembre a Cagliari, è stata inserita nell’ambito del progetto “Ossid_azioni” a cura dell’Associazione Menabò, che gestisce il Museo dell’Ossidiana: il pubblico di Pau ha partecipato numeroso all’evento, che è stato opportunamente introdotto dalle letture di alcuni passi dell’Odissea nelle diverse sale, come in un percorso/racconto il cui finale è stato narrato non dal cantore Omero, ma da una fanciulla, Nausicaa, trasformatasi in donna.

Ossidiane da tutto il mondo

Si legge l'Odissea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nausicaa è partita per il suo viaggio...

 

Cari amici, così si conclude il racconto dell’ultimo giorno del Festival Nues 2014, ma non temete, il vostro Lazzarino non ha alcuna intenzione di abbandonarvi! Da questo blog, infatti, vi racconterò le attività e le iniziative del Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari, per cui… continuate a seguirci, abbiamo tante sorprese in serbo per voi! E c’è ancora qualche mistero da svelare, come l’identità della bella danzatrice del manifesto di Nues… io non mi arrendo di certo! Per ora vi ringrazio di tutto cuore, per avermi seguito fin qui…

Un saluto,

Lazzarino

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

siete pronti per incontrare uno spirito libero, creativo e controverso, che “agisce border line sulle parole e sulle immagini”… siete pronti per Graziano Origa a Cagliari?

Il Festival Nues 2014 presenta la mostra “FACES”, una galleria di ritratti opera dell’artista “posseduto dal sacro fuoco della carta”, che verrà inaugurata venerdì 5 Dicembre, ore 18.00, al Caffè Savoia, nel cuore del quartiere Marina, e sarà visitabile fino al 20 di questo mese.

Un’ occasione imperdibile, quella di venerdì, per salutare Graziano Origa, che sarà presente all’inaugurazione della mostra: “grafico, art director, giornalista, saggista, fotografo, editore, punk artista, poeta”, è quasi impossibile inquadrare entro i canoni di una definizione questo artista “multiforme”, che vanta una lunga carriera, fra Milano e New York, per tratteggiare la quale non basterebbero tutti i colori -chine, pantoni ed ecoline- delle sue opere.

Per un breve excursus, vi rimando al nostro sito: http://www.nues2014.it/default1.php?pagval=11&baldx=11

Graziano Origa - photo by Sara Pinna

“FACES” , dunque, ritratti che, citando Maria Alessandra Foddai, curatrice della mostra, “…sono suggestivi, mai, però, vuoti di significato sostanziale… ritratti di visi divini, spirituali, romantici, dannati e maledetti che sempre affascinano, incantano e magnetizzano il nostro sguardo”.

Così, attraverso questa mostra, non scopriamo solo dei volti, colti nell’espressione della loro grandezza, ma anche sprazzi d’anima, che Graziano Origa evidenzia attraverso l’uso del colore, alla maniera di Andy Warhol, materializzando sulle tele la scintilla della creatività, la genialità, espressa in uno sguardo, la sensualità e il glamour, luci e ombre delle icone del nostre tempo, per le quali l’artista crea una personale  “identità di carta” –questo il titolo del blog di Graziano Origa su Il Sole 24ORE-, alternativa e sorprendente.

Coco Chanel

Margherita Hack

Non intendo svelarvi quali volti si affacceranno dal Caffè Savoia a partire da venerdì sera: una piccola anticipazione? Oscar Wilde e Gigi Riva, Maria Callas e Bettie Page…

Appuntamento al 5 Dicembre, dunque: vi aspettano stelle del cinema e “maledetti poeti”, icone della musica e della moda, visionari, fra scienziati, politici e imprenditori: la firma è sempre quella, inconfondibile, di

Un saluto,

Lazzarino

Tags: , , , , ,

Cari amici,

il fine settimana appena trascorso è stato ricco di eventi per il Festival Nues e il vostro Lazzarino è pronto a raccontarvi tre giorni di spettacoli e mostre all’Hostel Marina, che ci ha ospitato nell’affascinante cornice del quartiere Marina di Cagliari.

Giovedì 27 Novembre

E’ il giorno dell’apertura della mostra “(S)trip to Gaza – Pencils not Bombs”, con la presentazione del volume di Naji al AliFilastin, l’arte di sopravvivenza”. Alle 18.30 il pubblico ha ormai preso posto e la sala in cui si svolge la mostra è piena: Bepi Vigna, Giuseppe Pusceddu e Fawzi Ismail, dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina, tracciano un breve ritratto del vignettista palestinese, impreziosendo il racconto con aneddoti e consigli di lettura riguardanti altri autori che, come Naji al Ali, hanno deciso di utilizzare il loro talento nella difesa degli oppressi, di qualunque nazionalità essi siano, e nella denuncia dell’abuso di potere e dell’ingiustizia, perpetrata sotto gli occhi di un mondo che spesso appare indifferente ai peggiori crimini contro l’umanità. E’ questo il motivo per cui Handala, il piccolo palestinese disegnato sempre di spalle, non si volta verso un mondo che pare aver dimenticato la Palestina e, purtroppo, non sarà Naji Al Ali a poterci mostrare il suo volto, perché vittima di un vile assassinio, rimasto ancora impunito. L’incontro si chiude con la speranza che un  giorno, con la risoluzione del conflitto, altri artisti possano essere chiamati a disegnare Handala finalmente sorridente verso il mondo: artisti, come quelli che hanno partecipato alla mostra (S)trip to Gaza- Pencils not bombs, che con i proventi ricavati dalle vendite delle loro opere (visitate il sito http://comicout.blogspot.it per acquistare quelle ancora disponibili) sostengono il lavoro dell’associazione Terre des Hommes, operante nella striscia di Gaza. 

In attesa della presentazione c'è chi legge Background, la rivista del Centro Internazionale del Fumetto sull'illustrazione in Sardegna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fawzi Ismail, Giuseppe Pusceddu e Bepi Vigna

Visitatori alla mostra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle 19.30, lo spettacolo “Storia della Sardegna e dei Sardi”, tratto da un testo di Bepi Vigna, ha visto Fausto Siddi appassionato cantore della storia dell’isola: una ballata scandita dalle percussioni di Alessandro Atzori, capace con i suoi strumenti di evocare la dolcezza del mare, ma anche i clamori delle battaglie e la solennità dei momenti più significati della storia del popolo sardo, evocati visivamente dalle immagini tratte dalla “Storia della Sardegna a fumetti”, scelte e montate da Laura Congiu. La voce di Fausto Siddi ha guidato il pubblico attraverso secoli di lotte e dominazioni, intrighi e  tradimenti, che  hanno portato la Sardegna ad essere la terra che è oggi: un’isola di una bellezza struggente, afflitta da problemi che sono retaggio di un’amministrazione del potere più dedita, in ogni epoca, allo sfruttamento delle risorse che non alla loro valorizzazione, ma sempre amata e difesa dai suoi abitanti.

Davvero emozionante, in questo senso, l’esortazione finale di Fausto Siddi al popolo sardo: credere di poter fare il bene della propria terra, senza sentirsi migliori o peggiori degli altri italiani, con forza e tenacia.

Fausto Siddi in scena

Un racconto appassionato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Atzori alle percussioni

Venerdì 28 Novembre

E’ la serata della presentazione, a Cagliari,  del progetto multimediale “Filiberto Farci e la Sardegna dimenticata”, ispirato alla novella “Il più forte” del 1939.

L’emozione del pubblico e di tutti noi di Nues è grande, per la presenza di Jolao Farci, figlio dello scrittore e uomo politico di Seui a cui il Centro Internazionale del Fumetto ha dedicato il progetto, con la speranza di far scoprire questo grande autore del Novecento sardo anche alle generazioni più giovani. Dopo una breve introduzione di Bepi Vigna, la parola è passata al sindaco di Seui Marcello Cannas, grande sostenitore del progetto, che ha mostrato al pubblico delle fotografie d’epoca di Filiberto Farci, anche insieme al piccolo Jolao, e di Seui, risalenti alla prima metà del ‘900; è stata poi la volta del puntuale intervento del giornalista Giuseppe Deplano, che ha inquadrato l’autore in maniera chiara ed esauriente, descrivendo le tappe delle sua carriera, di insegnante e scrittore, ma anche di uomo politico, tra i fondatori dal Partito Sardo d’Azione e precursore del movimento autonomista.

Le parole di Jolao Farci, oggi ottantacinquenne, hanno invece tratteggiato la figura di un padre, che portava il suo bambino a passeggiare per i boschi attorno a Seui e sedeva a scrivere, assorto, come un pittore davanti al paesaggio che deve ritrarre sulla tela: un uomo che amava profondamente la sua terra e da essa traeva l’ispirazione per le sue opere e la forza di volontà per battersi in sua difesa.

Foto d'epoca

Jolao Farci racconta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il saluto di Jolao Farci ha commosso tutti i presenti: sono felice di farvelo leggere, perché durante la mia visita a Seui, in occasione della prima proiezione del progetto multimediale il 1° di Novembre, ho avuto modo di fotografarlo: le parole, naturalmente, sono di Filiberto Farci.

Il testamento di Filiberto Farci

In quanti modi si può raccontare una storia? “Filiberto Farci e la Sardegna dimenticata” risponde con le fotografie di Laura Farneti e le musiche di Stefano Guzzetti, che insieme alla voce di Clara Murtas compiono la magia: evocare luoghi, emozioni, storie da godere e condividere anche sfiorando un touchscreen.

Sabato 29 Novembre

E’ il giorno di Maria di Eltili. Rita Atzeri, accompagnata al pianoforte da Alessandro Muroni, porta in scena il testo di Bepi  Vigna, che ripercorre le tappe della vita di questo affascinante personaggio femminile, fra storia e leggenda popolare.

L’ingenuità e la grazia della bambina, l’orrore e il disgusto per la violenza subita, la gioia di sentirsi amata: la voce di Rita Atzeri evoca “tutto il bene e il male di questo mondo” e Maria prende vita, coinvolgendo il pubblico nella sua vicenda personale, che è itinerario iniziatico ed esempio di coraggio e tenacia, valido per tutte le donne.

E moltissime donne erano fra il pubblico, soprattutto durante lo spettacolo delle 18.00, che è stato preceduto da un breve incontro con il Centro Anti-Violenza Donna Ceteris: siamo orgogliosi, infatti, che “Maria di Eltili” abbia fatto parte dell’iniziativa “Ricucire il Mondo – Cagliari contro la Violenza”,  organizzata dal Comune di Cagliari per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Il filo rosso che lega tutte le donne contro la violenza è stato rievocato dalle vesti di Maria nelle illustrazioni di Stefania Costa, che ci hanno regalato l’innocenza della bambina e la sensualità della donna, e dall’abito indossato per la rappresentazione da Rita Atzeri: impossibile non commuoversi, ascoltando la sua voce che prega piano in sardo, e leggendo la vita della protagonista nei meravigliosi segni del tempo sul suo volto, nell’ultima immagine che illumina il finale del racconto.

Rita Atzeri e Maria

 

L'ultima immagine di Maria di Eltili - di Stefania Costa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ristampa del fumetto "Fine di una Fiaba" realizzato con DONNA CETERIS

Vi saluto, cari amici: continuate a seguire il blog, perché Nues non è ancora finito!

Lazzarino

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

stasera, all’Hostel Maria, alle ore 18.00 e, in replica, alle ore 21.00, Nues 2014 presenta lo spettacolo “Maria di Eltili”, tratto da un testo di Bepi Vigna.

In scena Rita Atzeri e Alessandro Muroni, al pianoforte, raccontano la vita di questo affascinante personaggio femminile in un emozionante melologo, un concerto in cui parole e musica dialogano per coinvolgere il pubblico in una vicenda che mescola storia e leggenda popolare.

Nell’Ogliastra del XV secolo Maria è una bambina felice, che ascolta i racconti della nonna e fantastica sul passato felice della terra di Sardegna: la sua vita cambia per sempre, quando viene rapita dai pirati Saraceni e fatta schiava, venduta, come prostituta, per poi divenire la favorita del Bay di Tunisi e conoscere l’amore e la ricchezza.

In vecchiaia Maria riesce a ritornare nella sua terra, emarginata, considerata una strega, non si  lascia sconfiggere dalle prove che la vita le riserva; le illustrazioni di Stefania Costa, che accompagnano la rappresentazione, ci mostrano Maria nel corso della vita, le tappe della sua avventurosa esistenza cambiano i colori e gli stili delle sue belle vesti, ne segnano il volto e il corpo, che diventa un libro su cui leggere il suo percorso, raccontato come un itinerario iniziatico: la forza, la tenacia di questa donna si trasforma in un esempio, valido anche per le donne di oggi.

Rita Atzeri e Maria bambina - Prove all'Hostel Marina

Gli occhi di Maria nell'illustrazione di Stefania Costa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questo motivo, lo spettacolo Maria di Eltili è entrato a far parte del programma di iniziative “Ricucire il Mondo – Cagliari contro la violenza, promosse dalla Commissione e Assessorato Pari Opportunità  del Comune di Cagliari, e rappresenta un significativo momento di collaborazione con il Centro Anti-Violenza Donna Ceteris.

La rappresentazione delle ore 18.00, infatti, sarà preceduta da un incontro con la Dott.ssa Silvana Maniscalco, Presidente dell’Associazione Donna Ceteris, che parlerà dell’attività del Centro Anti-Violenza; per l’occasione verrà ristampato e distribuito al pubblico il fumetto “Fine di una Fiaba”, realizzato dal Centro Internazionale del Fumetto in collaborazione con Donna Ceteris e pubblicato dall’Unione Sarda in occasione dell’8 Marzo, festa della donna, al fine di focalizzare l’attenzione sul problema del “femminicidio” e, in particolare, incentivare le donne a denunciare, ma anche prevenire, gli episodi di violenza in tutte le sue forme, dalla violenza psicologica allo stalking, fino ai reati più gravi.

Il fumetto "Fine di una Fiaba", con Donna Ceteris contro la violenza sulle donne

“Guardate i miei occhi”, dice Maria all’inizio della rappresentazione: il racconto è già tutto lì dentro.

Occhi - Stefania Costa

Vi aspettiamo stasera,  alle 18.00 e in replica alle 21.00, all’Hostel Marina.

Un saluto,

Lazzarino.

Tags: , , , , , ,

Cari amici,

questa sera, alle 19.00, il Festival Nues presenta a Cagliari, nella bella cornice dell’Hostel Marina, il progetto multimediale “FILIBERTO FARCI E LA SARDEGNA DIMENTICATA”; la proiezione sarà preceduta da un omaggio all’autore, con Giuseppe Deplano, Paolo Pillonca e Bepi Vigna, impreziosito dalla presenza del figlio di Filiberto, Jolao Farci.

Questo lavoro, ispirato ad una delle personalità di spicco del Novecento sardo, è stato proiettato in anteprima a Seui, paese natale dell’autore, il 1° Novembre, in occasione della festa de “Su Prugadoriu”: per un resoconto particolareggiato della trasferta, vi rimando ai post “Seui-1” e “Seui-2”, mentre per un approfondimento su Filiberto Farci consultate l’accuratissimo blog di Giuseppe Deplano http://filibertofarci.blog.tiscali.it/.

Dal Museo "Casa Farci" di Seui

Come si può far scoprire ad un pubblico giovane, ormai abituato a studiare, leggere, divertirsi e comunicare attraverso computer, tablet e smartphone, uno scrittore che nella prima metà del Novecento era considerato come uno dei più importanti autori “per ragazzi”?

Cantore della Sardegna, certo, della sua bellezza e dei suoi contrasti, ma anche delle speranze e delle sfide dei giovani, che lottano per affermare la propria  personalità,  durante il delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta: Filiberto Farci è uomo del suo tempo, ma come tutti i grandi scrittori, è capace di cogliere temi e problematiche universali, che travalicano la mera periodizzazione storica.

Nella novella “Il più forte”, tratta dalla raccolta “Racconti di Sardegna” del 1939, Filiberto Farci descrive con accenti lirici la bellezza dell’isola: la natura sa essere dolce con l’uomo, dispensatrice di doni, finché viene rispettata come forza imperturbabile e indomabile che, una volta sfidata, si difende e impartisce dure lezioni. Non è forse una folle sfida alla natura, al giorno d’oggi, la cementificazione delle coste o il costruire intere borgate laddove passava il corso di un fiume?

I protagonisti della novella sono il pacato Saboeddu, studente del ginnasio colto e sensibile, e il prepotente Boelle, forte e aggressivo ragazzo del popolo: le dinamiche di appartenenza ai gruppi giovanili, il confronto con una  realtà sociale problematica e competitiva costituiscono un tema attuale anche per i giovani d’oggi, che spesso, pur di venire accettati dagli amici, reali o virtuali, compiono scelte pericolose, per se stessi e per gli altri, come dimostrano i numerosi fatti di cronaca legati al tema del bullismo.

Raccontare attraverso la fotografia - Laura Farneti

Il progetto multimediale che verrà presentato questa sera a Cagliari intende proporre al pubblico un’interpretazione moderna e accattivante del racconto “Il più forte”, in cui l’attualità delle tematiche trattate dal Farci possa emergere attraverso  le suggestioni create dalla fotografia e dalla musica che accompagnano la voce narrante.

Così, la novella prende vita: gli accenti dolci e aspri di Clara Murtas segnano lo svolgersi dell’azione narrativa, mentre il lavoro fotografico di Laura Farneti racconta di luoghi in cui la bellezza e potenza della natura sono evidenti nella maestosità del Perda Liana, ma anche nell’infinitesimamente piccolo delle screziature di colore  della roccia, dei fiori, del legno.

Natura - Laura Farneti

Le immagini raccontano ciò che l’espressività della voce  suggerisce: gioia, paura, presagi di un futuro incerto, che le musiche di Stefano Guzzetti amplificano, creando nuova emozione  e suggerendo nuove sfumature.

“Prodotto multimediale”: forse la definizione non suona molto poetica, ma questo è ciò che l’incontro fra letteratura, recitazione, fotografia e musica, con il prezioso lavoro di montaggio di Riccardo Garau, ha creato: così, una novella  di Filiberto Farci, datata 1939, può essere ascoltata e vista sullo schermo di un tablet, non come un semplice adattamento ai moderni strumenti di comunicazione, ma come un prodotto culturale nuovo, frutto della contaminazione fra linguaggi artistici, che non subisce la tecnologia ma ne valorizza le meravigliose potenzialità.

Saboeddu o Boelle? - Laura Farneti

Un saluto,

Lazzarino

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

il vostro Lazzarino è reduce da una mattinata di prove e allestimenti all’Hostel Marina di Cagliari: siamo quasi pronti per una “tre giorni” di appuntamenti nel segno della crossmedialità!

Domani, giovedì 27 Novembre,  alle ore 17.00 si inaugura la mostra (S)trip to Gaza – Pencils not Bombs: un’esposizione itinerante, che il Festival Nues ha il piacere di portare a Cagliari, costituita da 45 opere, riproduzioni dei lavori realizzati con tecniche miste da autori del fumetto e dell’illustrazione italiana, che interpretano la speranza di pace per  i territori della striscia di Gaza.

Non solo speranza, ma anche aiuto concreto per la popolazione colpita dai bombardamenti:  gli originali delle opere esposte sono in vendita sul sito www.comicout.blogspot.it e i proventi andranno all’associazione Terre des Hommes.

Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito:

http://www.nues2014.it/default1.php?pagval=9&baldx=9

 

"Born to be dead?" di Annalisa Bernabovi

In occasione dell’apertura della mostra, alle ore 18.00, si svolgerà la presentazione del volume “Filastin, l’arte di sopravvivenza” del  vignettista palestinese Naji al Ali: 175 vignette, raccolte in 5 capitoli – Palestina, Libano, Paesi Arabi e Occidente, Petrolio, Valori Universali –, realizzate dal creatore di Handala, il bambino palestinese raffigurato sempre di spalle,  a simboleggiare l’indifferenza del mondo che ha voltato le spalle alla Palestina.

Il volume può considerarsi una sorta di reportage “a vignette” sulla questione palestinese, ma anche un racconto di vita dell’autore, assassinato a Londra nel 1987: alla presentazione, insieme a Bepi Vigna, interverrà Fawzi Ismail, dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina.

Handala

 

Alle ore 19.30 il Festival Nues presenta “Storia della Sardegna e dei Sardi”, una performance teatrale tratta da un testo di Bepi Vigna, che vede Fausto Siddi cantore della storia della Sardegna, raccontata come una ballata, i cui ritmi vengono scanditi dalle percussioni di Alessandro Atzori.

Fausto Siddi alle prove dello spettacolo, stamattina all' Hostel Marina.

Alessandro Atzori : prove di "Storia della Sardegna e dei Sardi"

Alla potenza delle parole e della voce, che raccontano le lotte e i patimenti di un popolo, si unisce la forza espressiva delle immagini tratte dalla Storia della Sardegna a Fumetti, la collana di albi pubblicata dall’Unione Sarda e realizzata dagli artisti del Centro Internazionale del Fumetto: autori affermati del panorama fumettistico isolano e giovani promesse formatesi alla scuola di Cagliari si alternano nell’interpretare i momenti salienti della storia sarda e conferiscono, con i loro stili diversi, mixati dal montaggio di Laura Congiu, colore e poesia al racconto.

Le immagini e il racconto

 

Profili a confronto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non mi resta che prendere in prestito le parole di Fausto Siddi, che invita in questo modo il pubblico alla “Storia della Sardegna (e) dei Sardi…

Per tutti quelli che amano la Sardegna e lo sanno. Per tutti quelli che la amano ma non sanno perché. Per tutti quelli la odiano perché ci fa arrabbiare. Per tutti quelli che sono ancora in attesa di capire se la amano o la odiano. Per quelli che ci stanno nonostante tutto e anche per quelli che se ne sono andati”.

Vi saluto, non prima di avervi ricordato che da domani, all’Hostel, potrete visitare anche la mostra “Nausicaa, l’altra Odissea”, con le tavole di Andrea Serio: se l’avete persa all’Auditorium…

Orari mostre:

giovedì 27/11  : ore 17.00 – 21.00

venerdì 28/11 : ore  10.30-13.00 /  17.00-21.00

sabato 29/11   : ore  10.30-13.00 /  17.00-22.00

A presto,

Lazzarino

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

la scorsa settimana il Festival Nues ha dedicato due giornate al tema del Graphic Journalism: attraverso incontri e workshop che hanno coinvolto la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Cagliari e l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, si è esplorata questa forma di narrazione ibrida, che nasce dalla contaminazione fra i linguaggi del fumetto, della letteratura e del giornalismo.

13 Novembre 2014 – Facoltà Studi Umanistici

Aula Magna (corpo aggiunto) - Facoltà Studi Umanistici

L’incontro con Alberto Alpozzi eSergio Giardo viene introdotto dal saluto del Dott. Filippo Maria Peretti, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, e dal breve intervento della Prof.ssa Elisabetta Gola, docente di Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione; prima di presentare gli ospiti, Bepi Vigna propone all’uditorio una breve storia del “graphic journalism”, partendo da Maus di Art Spiegelmann, fino ad arrivare a Persepolis di Marjanne Satrapi: impossibile non citare Joe Sacco, Guy Delisle e Igort, che di lì a poco racconterà ai presenti i suoi Quaderni Ucraini e Russi.

La Prof.ssa Elisabetta Gola

L'aula Magna è al completo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bepi Vigna introduce poi Alberto Alpozzi e Sergio Giardo e si materializza, davanti agli occhi di chi assiste, l’incontro fra due mondi diversi: il fotoreporter, reduce dalle missioni dei militari italiani in Afghanistan nel 2011/2012, in Kosovo e in Libano nel 2012 e sulla nave Zeffiro della Marina Militare per la missione antipirateria Atalanta nel 2013, e il disegnatore, creatore di suggestioni e interprete di universi futuri per il fumetto Nathan Never.

Sergio Giardo e Alberto Alpozzi

Si parla de "Il Fronte Ovunque"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed è proprio da questo incontro che nasce la graphic novel, in uscita a Maggio 2015 per 001 Edizione, “Il Fronte Ovunque”: fotografia e fumetto si incontrano per raccontare l’esperienza dei militari italiani in Afghanistan, mediata dallo sguardo di Alberto Alpozzi. Durante il suo intervento il fotoreporter mostra al pubblico fotografie e filmati che documentano l’esperienza della missione: i colori caldi della terra d’Afghanistan e i panorami dall’elicottero, colti con inquadrature che quasi suscitano vertigine,  l’immensità degli spazi all’alba, dopo aver dormito nella pancia di un carro armato, e l’affollarsi dei bambini tutto intorno, per sorridere insieme dopo aver superato l’iniziale timore; le fotografie colgono attimi, li fissano nella memoria e nell’immaginario di chi guarda, mentre i filmati offrono brevi scorci, anche sonori, della vita dei militari. Questo materiale basta a raccontare? Se lo chiede, Alberto Alpozzi, e decide che la bellezza e l’accuratezza delle sue immagini non sono sufficienti a descrivere e far comprendere l’esperienza dei militari italiani, la difficoltà di mediare fra il proprio lavoro, svolto con professionalità lontano da casa, e il ruolo di marito, padre, figlio, perché questi sono panni che non si possono svestire nemmeno su un carro armato, davanti al pericolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così nasce di l’idea della graphic novel: le fotografie di Alberto Alpozzi e i disegni di Sergio Giardo, si fondono sulle tavole e offrono un’esperienza nuova, di realismo mediato, come mediato è il racconto della missione in Afghanistan, dallo sguardo del fotoreporter, che diventa protagonista, si immerge nella realtà dei militari, ne condivide esperienze e preoccupazioni, per scoprire uomini, più che soldati, con cui stringe delle autentiche amicizie. 

Una tavola de "Il Fronte Ovunque"

Nella seconda parte dell’incontro Igort racconta la sua personale esperienza creativa: per descrivere la realtà politica e sociale di un paese  è necessario viaggiare e immergersi nella cultura di cui si vuole scrivere e disegnare. Due anni trascorsi fra Ucraina, Russia e Siberia, per raccogliere documenti e testimonianze, gli  consentono di tratteggiare con segno elegante e sapienti scelte cromatiche la vita delle persone comuni, attraversate dalla storia: i retaggi di un passato oscuro si riflettono su un presente tristemente raccontato dalla cronaca contemporanea, quasi a significare che la necessità di lottare e l’obbligo di sopravvivere, per queste genti, persistono col passare dei decenni, nonostante, almeno apparentemente, regimi e governanti siano cambiati.

Igort e Bepi Vigna

 

Igort racconta i Quaderni Ucraini e Russi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 Novembre 2014 – Facoltà Studi Umanistici

Workshop sulle forme della narrazione a fumetti

Aula 6 - Facoltà Studi Umanistici: pronti ad iniziare!

Un appuntamento che coinvolge più di 60 studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione: Bepi Vigna, Otto Gabos e Sergio Giardo, con la collaborazione dei disegnatori del Centro del Fumetto Ilio Leo e Laura Congiu, guidano i ragazzi nella progettazione di una breve graphic novel di due pagine, per sperimentare in modo diretto le regole e le possibilità espressive di questa forma di narrazione per immagini.

Otto Gabos spiega agli studenti

Sergio Giardo mostra agli studenti degli esempi di impostazione della tavola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante le prime tre ore di workshop i ragazzi ascoltano Bepi Vigna e Otto Gabos tratteggiare una breve storia del genere “graphic novel”; vengono mostrate tavole tratte da Maus di Art Spiegelmann, Palestina di Joe Sacco e Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle, evidenziando differenze di stile e di organizzazione della tavola.

Ai ragazzi viene chiesto di scegliere una storia che possa essere trasposta sulle tavole: a tale fine vengono distribuiti alcuni quotidiani, dalla cui lettura possa emergere una notizia  su cui lavorare.

Sergio Giardo racconta quindi la sua esperienza nell’approcciarsi alla storia e al materiale fotografico di Alberto Alpozzi: è stimolante, per un disegnatore abituato all’universo fantascientifico di Nathan Never,  confrontarsi con un’esperienza reale, di vita vissuta, e trovare la chiave grafica ed espressiva migliore attraverso cui raccontare:  ogni scelta deve essere motivata e funzionale alla storia, al messaggio che si vuole mandare e all’emozione che si vuole esprimere e suscitare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo essersi divisi in piccoli gruppi e aver scelto le notizie da raccontare, i ragazzi cominciano ad organizzare il lavoro, seguendo le indicazioni di Otto Gabos e Sergio Giardo, con il coordinamento di Ilio Leo e Laura Congiu.

Le tre ore pomeridiane di workshop sono state intense, ricche di spunti di riflessione, e i ragazzi si sono messi alla prova con entusiasmo: comunicare attraverso un linguaggio nuovo, a cui molti studenti si sono avvicinati per la prima volta, è stato stimolante e crediamo abbia offerto un ottimo esempio delle capacità espressive di questa forma di narrazione a fumetti.

La parola alle immagini, dunque!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel pomeriggio dello stesso giorno, nella sala conferenze dell’Unione Sarda, si è svolto il laboratorio sul fotogiornalismo, insieme a Alberto Alpozzi, Max Solinas e Priamo Tolu. Si è discusso della professione del fotoreporter, delle leggi che la regolamentano e degli aspetti  deontologici. Alberto Alpozzi ha condiviso la sua esperienza di free-lance al seguito delle missioni militari, mostrando foto e video; Max Solinas si è soffermato sulla storia di  alcune celebri fotografie e  importanti fotografi, come Robert Capa, mentre Priamo Tolu ha condiviso con l’uditorio un interessante decalogo del fotoreporter. L’incontro è stato infine animato da numerosi interventi e domande, soprattutto sul tema del diritto d’autore sulle immagini e sul modo di trattare le fotografie che ritraggono minori.

Alberto Alpozzi racconta la sua esperienza di fotoreporter

Le due giornate di incontri e workshop sul Graphic Journalism sono state ricche di contenuti e suggestioni, regalateci dagli autori intervenuti: Igort, Sergio Giardo e Alberto Alpozzi, con il nostro direttore artistico Bepi Vigna; il laboratorio alla Facoltà di Scienze della Comunicazione ha poi consentito ai ragazzi coinvolti di cimentarsi con una forma di narrazione complessa e di confrontarsi con dei professionisti, mettendosi concretamente alla prova, grazie alla guida competente -e non priva di verve- di Otto Gabos.

Otto Gabos disegna

Ilio Leo e Sergio Giardo commentano il lavoro di una studentessa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a tutti gli autori coinvolti, alla Prof.ssa Elisabetta Gola e alle numerose persone che hanno partecipato!

Un saluto,

Lazzarino

PS: per chi ha assistito all’incontro di giovedì 13… evviva la barba tattica!

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

questa settimana il Festival Nues vi propone una serie di appuntamenti sul Graphic Journalism: incontri, workshop e laboratori insieme a Alberto Alpozzi, Sergio Giardo, Igort, Otto Gabos e Bepi Vigna.

Gli appuntamenti

L’espressione “Graphic Journalism”, termine anglofono che si può tradurre come  “giornalismo a fumetti”, si è diffusa in tempi relativamente recenti, insieme a quella della “Graphic Novel”, e certamente la prima opera che le ha ispirate è Maus di Art Spiegelman, uscito a puntate negli Stati Uniti tra il 1980 e il 1991: si racconta la storia di una famiglia ebrea tra la Polonia degli anni Trenta, il campo di concentramento di Auschwitz e la New York degli anni Ottanta. L’opera rappresenta ancora oggi una lettura imprescindibile per comprendere le origini di un genere che coniuga efficacemente testo e immagini: il racconto è autobiografico, una mescolanza di ricordi e documenti, il cui realismo appare mediato, ma forse anche sottolineato, dalla scelta  stilistica di rappresentare gli ebrei come topi.

Una tavola di "Maus"

Senza dubbio in questa nostra epoca, così fortemente caratterizzata dalla diffusione di strumenti tecnologici sempre più sofisticati, che ci consentono non solo di fruire di informazioni in maniera rapida e sintetica, ma anche di “vedere” le notizie, magari corredate di foto e filmati, la formula del Graphic Journalism è destinata a conquistare uno spazio sempre maggiore; a riprova di ciò, il successo di Persepolis dell’iraniana Marjane Satrapi, pubblicato per la prima volta nel 2000  e diventato un vero e proprio bestseller, in cui l’autrice racconta la storia della sua famiglia e del suo Paese a partire dalla rivoluzione islamica del 1979.

Una tavola di "Persepolis"

Citando Otto Gabos, che curerà l’interessante workshop in programma venerdì insieme a Bepi Vigna e Sergio Giardo:

“Si parte dall’inchiesta sul campo a sostegno di una tesi per arrivare al diario di viaggio. Due estremi d’approccio che racchiudono un’infinità di sfumature a seconda della sensibilità dell’autore/giornalista e della tematica affrontata. Tale è la vastità di impiego che sarebbe forse più corretto definire l’ambito narrativo come fumetto di realtà”.

Una tavola di Otto Gabos da "Tobia e l'oceano capovolto", in edicola su Super G dal 14/11

Parlando di questo genere è impossibile non citare autori quali il maltese Joe Sacco  con Palestina; il canadese francofono Guy Delisle  con Gerusalemme, il serbo Aleksandar Zograf, con Saluti dalla Serbia -ospite di Nues 2010-  e il cagliaritano Igort, protagonista dell’incontro di oggi pomeriggio, che nei suoi “Quaderni Ucraini” e “Quaderni Russi” descrive la condizione dell’Unione Sovietica fra passato e presente.

"Quaderni Ucraini" di Igort

Il fotoreporter Alberto Alpozzi (fotografo-giornalista freelance di Torino da più di 10 anni, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, specializzato in reportage in aree di crisi e fotografia per l’architettura)e il disegnatore Sergio Giardo  (disegnatore della Sergio Bonelli Editore e copertinista di Nathan Never) presenteranno il frutto della loro collaborazione, la graphic novel “IL FRONTE OVUNQUE”, che uscirà nel  Maggio 2015 per la 001 Edizioni. Reportage fotografico e fumetto si incontrano per raccontare la missione in Afghanistan, documentata dal fotoreporter Alberto Alpozzi fra il 2011 e il 2012: la narrazione è focalizzata in particolar modo sull’esperienza umana dei militari italiani, che trovandosi ad affrontare come professionisti situazioni politiche, militari e sociali estremamente delicate, riescono a far convivere con la loro missione la condizione di mariti, padri e figli lontani dalla loro casa e dalle loro famiglie.

In anteprima una tavola de "Il Fronte Ovunque"

 

Conversazioni

Per ulteriori approfondimenti sugli ospiti vi rimando al nostro sito : http://www.nues2014.it/default1.php?pagval=1

Appuntamento qui sul blog per un resoconto particolareggiato di questa interessantissima sezione del Festival Nues 2014 – Performing Comics!

Un saluto,

Lazzarino

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Cari amici,

il week-end appena trascorso ha visto il Festival Nues 2014 ospitare Leo Ortolani, creatore di Rat-Man, e Andrea Plazzi, editor e matematico, in due incontri che hanno richiamato un pubblico molto vasto, appassionato non solo di fumetti, ma anche di scienza.

8/11 : Mem – Mediateca del Mediterraneo, ore 18.00

Che sarebbe stata una serata speciale, si poteva intuirlo anche solo affacciandosi alla galleria della Mediateca: alle 17.00 era già tutto un rincorrersi di ragazzi -e non solo- con i fumetti di Rat-Man ben stretti in mano, un affrettarsi a salire nella sala della Biblioteca per prendere posto e un srotolare striscioni di benvenuto.

A partire dalle 17.30 la Mediateca ha subito un vero e proprio assalto da parte degli appassionati lettori/seguaci di Leo Ortolani, scherzosamente definito dai fan “il Venerabile”; esauriti i posti a sedere il pubblico ha occupato ogni spazio vitale disponibile, per assistere all’incontro con il creatore di Rat-Man!

In attesa di Leo Ortolani alla Mediateca

Qualche minuto dopo le 18.00 Bepi Vigna ha preso la parola e ha introdotto il terzo appuntamento di Inter20 – Crossing Comics per Nues 2014: Leo Ortolani e Andrea Plazzi sono stati accolti da un applauso caloroso, che risuonava di tutta l’emozione e la soddisfazione provata nel partecipare ad un incontro a lungo sperato, in Sardegna.

Bepi Vigna, Leo Ortolani e Andrea Plazzi

La carriera di Leo Ortolani viene ripercorsa attraverso un racconto sempre vivace, con le domande di Bepi Vigna e le incursioni di Andrea Plazzi a sottolineare alcuni momenti fondamentali: si sorride agli aneddoti di Lucca, ai tempi in cui la fiera non era ancora lo “tsunami” del mondo dei comics & games, e si ascolta Leo Ortolani raccontare delle prime apparizioni di Rat-Man, un personaggio che è quasi una ripicca nei confronti del Bat-Man di Tim Burton che “tutti andavano a vedere”. Attraverso il racconto i protagonisti del fumetto prendono corpo,  Janus Valker e Cinzia Otherside su tutti, e in un battito di ciglia si arriva a parlare di un numero 100 che molti dei presenti stringono fra le mani, anche se forse avevano appena qualche anno d’età quando Rat-Man si è lanciato nel vuoto per la prima volta, dai palazzi della Citta Senza Nome.

Leo Ortolani racconta

E si svela il Leo Ortolani che ama il cinema e talvolta indulge nel “guilty pleasure” di film come Fast & FuriousI Mercenari; è divertente sentirlo parlare della “struttura solida” de I Guardiani della Galassia o intonare il tema de I Pirati dei Caraibi, mentre racconta come le musiche potenti e, talvolta, ridondanti di Hans Zimmer in qualche modo favoriscano il processo creativo, perché nutrono l’immaginazione.

"...guilty pleasure..."

Si arriva alle domande del pubblico, i ragazzi appaiono timidi all’inizio, ma pian piano davanti al microfono si crea una piccola fila: “Perché la scelta di un personaggio transessuale?”, “Come si capisce se una battuta funziona?”, “Scriverai un altro libro dopo Due figlie e altri animali feroci?” sono solo alcuni dei quesiti posti dal pubblico; incredibilmente, siamo arrivati alle 20.00 e la Biblioteca della MEM, i cui addetti ringraziamo per la gentilezza e disponibilità, deve chiudere. Pensate che questo basti ai tanti fan accorsi, perfino da Sassari e Alghero, per lasciar andare l’autore di Rat-Man? Ci si sposta fuori, nella galleria della Mediateca, e Leo Ortolani dimostra tutta la sua simpatia e generosità, continuando a firmare autografi, realizzare schizzi, posare insieme ai fan per le foto… nonostante la stanchezza per un rocambolesco viaggio d’arrivo a Cagliari, con un volo vergognosamente in ritardo!

Un "muro" di fan!

Leo Ortolani non si sottrae!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9/11: ExMà – Festival della Scienza, ore 11.00

In una domenica mattina incredibilmente soleggiata, è meraviglioso entrare all’ExMà e vedere davanti ai propri occhi la scienza spiegata in maniera semplice e accattivante, attraverso esperimenti e ricostruzioni, colorate, smontabili e tattili, di quanto infinitesimamente piccolo sarebbe possibile osservare solo attraverso un microscopio. Questo è il VII Festival della Scienza, che si occupa di divulgazione scientifica, con il fine di instillare, soprattutto nei più giovani, l’amore per le discipline di questo settore, sfruttando forse il motore più potente per la conoscenza: la curiosità.

Quale location migliore, dunque, per l’incontro di Nues 2014 dedicato a Comics & Science?

Comics & Science 1 e 2

Questa pubblicazione della Symmaceo Communications, realizzata in collaborazione con Lucca Comics & Games e il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, intende esplorare e promuovere il connubio scienza/intrattenimento, dimostrando come sia possibile fare divulgazione scientifica, stimolando la curiosità dei lettori di tutte le età su argomenti considerati “ostici”, a partire dal fumetto, mezzo espressivo quanto mai efficace, perché capace di veicolare messaggi attraverso il racconto per immagini.

Sala Conferenze ExMà - VII Festival della Scienza

La sala conferenze dell’ExMà, alle 11.00, è decisamente piena e il pubblico è pronto ad ascoltare l’editor e matematico Andrea Plazzi, che racconta, alternando aneddoti divertenti e serie riflessioni sul metodo “scientifumettistico”, i due numeri di Comics & Science: il primo, con i disegni di Leo Ortolani, attraverso il programma Misterius e il suo buffo presentatore, introduce i lettori a personaggi quali Jean Pierre Bagolot, Enrico Fermi, Kurt Godel e Cedric Villani; il secondo, con i disegni di Tuono Pettinato, propone una riflessione sul tema del tempo, citando Heidegger e Hannah Arendt, con la semplicità e l’immediatezza di un tratto che suscita interesse anche verso i concetti più complessi.

Fumetto e ironia, dunque, sono la chiave: lo si capisce quando Andrea Mameli, esperto di comunicazione e scienza, che con i suoi interventi e domande ha moderato l’incontro, sale sul palco portando con se una fidata spalla: Spider-Man!

Andrea Mameli e Spider-Man

 

Potrebbe sembrare strano, vedere sullo schermo della sala conferenze le immagini di una “truppa” di fumettisti che visita il Cern di Ginevra, ma senza dubbio aiuta a comprendere la genesi di un’idea e dimostra come mondi apparentemente lontani possano invece incontrarsi sulle tavole di un fumetto e, attraverso queste, esprimersi, incuriosendo un pubblico eterogeneo, per età e interessi.

 

Andrea Plazzi racconta: fumettisti al Cern!

Il racconto dello scorso week-end di Nues 2014 non può che concludersi con un ringraziamento a Leo Ortolani e Andrea Plazzi, per gli incontri che ci hanno regalato: vi salutiamo con la speranza che torniate presto in Sardegna a raccontare di fumetti e scienza, con la semplicità, l’ironia e la generosità che solo i “grandi” sanno dimostrare al pubblico!

Un saluto,

Lazzarino

ps: dimenticavo… ora possiamo dirlo anche noi:

;-)

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

« Precedenti